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| Inizia
la nostra visita all'interno del Museo della Carta.
Inizia da qui la storia di un'arte antichissima e della
sua scoperta, che ha prodotto nei secoli qualcosa di molto
importante per le molteplici espressioni dell'uomo: la Carta.
La scoperta
della carta tra leggenda e realtà
La scoperta della carta
segnò una delle più fulgide pietre miliari nella storia
della civiltà umana; questa scoperta è universalmente attribuita
ad un ministro cinese di nome Ts’ai Lun, nel
105 dopo Cristo. Si narra che Ts’ai Lun si trovava sulle
rive di uno stagno accanto ad una lavandaia che stava sciacquando
nell’acqua alcuni panni piuttosto logori. I panni, mal soffrendo
l’azione di strofinio e di sbattitura, si sfilacciavano
e le fibrelle galleggianti sull’acqua andavano a riunirsi
in una piccola insenatura ai piedi di Ts’ai Lun.
Sul pelo dell’acqua
si formò dopo qualche tempo, un velo di fibrelle ben feltrate
che Ts’ai Lun osservò, raccolse con delicatezza e pose a
seccare sull'erba. Il foglio secco e avente una certa consistenza,
bianco, morbido, diede a Ts’ai Lun la grande idea, quel
foglio poteva ricevere la scrittura.Il cammino che l’arte
di fabbricare la carta compì dal luogo di origine attraverso
il mondo, fu relativamente veloce. Mentre verso oriente
attraverso la Corea giunse in Giappone nel VI secolo dopo
Cristo, verso occidente giunse in Arabia e si affacciò al
Mediterraneo.La nuova arte per le sue peculiari qualità
ebbe successo e nel volgere di poco tempo sostituì la lavorazione
del papiro.
La materia originariamente
utilizzata per la produzione della carta cioè il gelso,
fu sostituita dal bambù con opportuni trattamenti. Furono
poi adoperati il lino, la canapa, i cenci. Ciascun cartaio
aveva i suoi procedimenti, le sue, formule, i suoi segreti.
Ma non solo il cartaio coadiuvato generalmente dal suo nucleo
familiare, era l’artefice di questa lavorazione; anche il
letterato, lo scrittore, il copista, e il pubblico scrivano
si fabbricavano da sé la carta, tanto era divulgato il procedimento
e semplici gli arnesi per la realizzazione. In pratica infatti
il procedimento era rimasto tale e quale i Cinesi l’avevano
tramandato. Spetta alle popolazioni italiane il merito di
aver compiuto i primi passi verso una produzione per così
dire più industriale. Molte operazioni puramente manuali
furono meccanizzate, sia pure con i mezzi rudimentali allora
conosciuti, a vantaggio della produzione e dei costi.
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Tra i primi centri dove si scoprì nel XII e XIII secolo
l’esistenza della carta, se si vogliono dare per scontate
le notizie contenute negli atti notarili che parlano dell’esistenza
di prodotti cartacei, pur non specificando se questi venivano
importati da altri posti e commerciati nelle sopra menzionate
località, vi furono i territori delle Repubbliche Marinare;
Amalfi, Pisa, Genova e Venezia che avevano fondachi sia in
Siria, sia sulle coste della Palestina, ove erano appunto
situati i maggiori centri per la produzione di carta.
Queste
Repubbliche, inoltre, intrattenevano intensi rapporti commerciali
con l’oriente e avrebbero potuto imparare dagli orientali
l’arte di fabbricare carta senza troppe difficoltà, oppure
non è da escludere che a bordo delle “galee”, che in epoca
medievale facevano la spola tra le nostre coste e la Terra
Santa per trasportare crociati e mercanzie, si siano imbarcati
“Magistri in arte cartarum” i quali come mano d’opera specializzata
abbiano introdotto tale tipo di lavorazione. Amalfi
la più antica delle repubbliche marinare già nel IX
secolo aveva propri fondachi sia a Palermo che a Messina
e a Siracusa, ove l’amalfitania è ancora oggi presente nella
toponomastica locale. Annosa resta la questione sul primato
della carta in Italia e quindi in Europa ed a contenderselo
sono principalmente Amalfi e Fabriano.
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